La reperibilità del litio è globale, ma nella pratica è molto più complessa. Può il sodio cambiare gli equilibri per chi cerca indipendenza dal dominio cinese nel settore delle batterie?
In Italia ci sono alcune (poche) aziende che hanno linee di produzione per batterie al litio. Capacità produttiva molto ridotta, che dubito abbia i capitali e la struttura per investire nella ricerca e nelle modifiche necessarie per adeguare le linee alla tecnologia al sodio. CATL se lo può permettere e la Cina ormai è leghe più avanti di qualsiasi altro Paese al mondo per brevetti e ricerca nel campo. Nulla dice che si possa fare, ma dubito possa avvenire nel breve termine. In Europa ci sono altri Paesi che già hanno iniziato a produrle: la Francia, il Regno Unito, ma anche la Germania, che ha investito molto in ricerca negli anni passati. Sul medio periodo, come ho scritto, l’Europa punta ad accelerare la produzione in generale, che inevitabilmente includerà anche il sodio. L’Italia ha numerosi dissalatori e potrebbe diventare un fornitore di materia prima, sicuramente. E’ il bello della cooperazione tra Paesi dell’Unione. Se vogliamo competere con le grandi potenze mondiali, lo si fa solo lavorando tutti insieme.
L’Italia potrebbe avere un ruolo in tutto questo? A disponibilità di sale marino siamo messi piuttosto bene!
In Italia ci sono alcune (poche) aziende che hanno linee di produzione per batterie al litio. Capacità produttiva molto ridotta, che dubito abbia i capitali e la struttura per investire nella ricerca e nelle modifiche necessarie per adeguare le linee alla tecnologia al sodio. CATL se lo può permettere e la Cina ormai è leghe più avanti di qualsiasi altro Paese al mondo per brevetti e ricerca nel campo. Nulla dice che si possa fare, ma dubito possa avvenire nel breve termine. In Europa ci sono altri Paesi che già hanno iniziato a produrle: la Francia, il Regno Unito, ma anche la Germania, che ha investito molto in ricerca negli anni passati. Sul medio periodo, come ho scritto, l’Europa punta ad accelerare la produzione in generale, che inevitabilmente includerà anche il sodio. L’Italia ha numerosi dissalatori e potrebbe diventare un fornitore di materia prima, sicuramente. E’ il bello della cooperazione tra Paesi dell’Unione. Se vogliamo competere con le grandi potenze mondiali, lo si fa solo lavorando tutti insieme.
Grazie della risposta, super interessante!